Ma la grotta no!!! ovvero la terra dei gabbiani

Un → interessante reportage di Valeria Abate su l’Espresso online (settembre 2011) denuncia le storture e l’assurda ed inefficiente situazione che si è creata sul ciclo dei rifiuti, a partire dal conferimento dei cittadini costretti da “vessatorie” modalità di consegna dei rifiuti sino ad arrivare agli impianti di smaltimento.

Trovate oltre agli interventi di Zingaretti, di Legambiente e dei Comitati di cittadini, anche un nostro contributo: dal minuto 4’00” a 5’30” una breve intervista al segretario del circolo Carla Boto, dal minuto 5’30” a 7’20” un interessante esperimento sul campo che smentisce le affermazioni dell’AMA.

E’ ormai passato un anno da quando a Marconi fu avviata una disastrosa modalità di  raccolta “differenziata”, spacciata dalla destra per un porta a porta.

Il circolo Marconi più volte ha denunciato la situazione → indirizzando lamentele e proposte dei cittadini all’AMA stessa, e ad un anno di distanza la situazione è decisamente peggiorata.

E’ di questi giorni la nomina del nuovo Presidente dell’AMA, Piergiorgio Benvenuti.

Crediamo non sarà sfuggito al nuovo Presidente l’estremo degrado in cui versa il quartiere Marconi, non fosse altro perchè è un quartiere che ben conosce.

Rinnoviamo la nostra sfida e le nostre proposte: date ascolto ai cittadini e alle istanze raccolte dal circolo.

Sul nostro sito tutte le informazioni → https://pdmarconi.wordpress.com/quartiere/ama/

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2 pensieri su “Ma la grotta no!!! ovvero la terra dei gabbiani

  1. Interessante il reportage, e grazie a Carla per aver evidenziato alcuni aspetti reali della nostra raccolta duale-mista, che non corrispondono esattamente alla teoria sostenuta da AMA.

    Peccato che negli ultimi tempi io non trovi mai alcun operatore al camioncino (sono sempre al bar a fare colazione…) e dunque, conferiamo i sacchetti spesso da soli (e a questo punto potremmo davvero metterci di tutto…) e ci prendiamo quelli nuovi altrettanto da soli (quando, prima di sparire, hanno pensato di lasciarli a disposizione).
    E poi… visto che anche quando ci sono non ti aiutano, e’ intollerabile anche il fatto che dobbiamo lanciare “in alto” i sacchetti della indifferenziata (sperando di fare canestro…) perche’ le sponde del cassonetto del camioncino mobile non viene mai aperto per rendere il deposito piu’ pratico.

    Lo dico ormai da un anno: la Ta.Ri. dovrebbero pagarla loro a noi.

    In bocca al lupo amici, ci aspetta di nuovo un autunno “caldo”…

  2. Finita l’estate ricominciano i problemi. Ho visto il reportage de l’Espresso e l’ho trovato strumentale e di parte.

    L’intento era di dimostrare che l’AMA ha fallito col suo metodo misto-duale (e nessuno più di me ne è conscio), ma lasciando l’ultima parola (e quindi le conclusioni) al rappresentante di Lega Ambiente, che presenta come UNICA soluzione il porta a porta OVUNQUE, portando ad esempio Ciampino (dove in realtà il cosidetto porta a porta, almeno in centro, lo si fa coi cassonetti dedicati “in strada”) e propone di affidare la raccolta a cooperative esterne. Cioè, propone di privatizzare ancor di più la nostra municipalizzata.

    Se questa è la proposta del centro sinistra allora, detto con paradossale polemica, mille volte meglio Alemanno.

    Per continuare però a scambiarci informazioni, vi informo che da noi al Tuscolano Don Bosco, dopo mesi di proteste, siamo riusciti a riavere 70 cassonetti per l’indifferenziata. Sono ancora troppo pochi per i 53.000 abitanti che fa il quartiere, ma certo in alcune strade il miglioramento c’è stato.

    E da voi?

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