Raccolta differenziata a Marconi: tra sogno, incubo e gioco di società (di Francesco V.)

Raccolta differenziata a Marconi: tra sogno, incubo e  gioco di società

Da circa un anno, in alcuni municipi di Roma, tra i quali Marconi, si sta facendo una sperimentazione di raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Una sperimentazione originale.

Uno dei più moderni metodi di raccolta differenziata “alla pajata”.

Un metodo diventato piano piano un vero e proprio gioco di società, surreale e interattivo.

Un format per uno spettacolo che sta riscuotendo un notevole successo di critiche (tantissime) e di pubblico (addetti ai lavori, quando presenti). Un successo strepitoso.

Continue repliche e proroghe a grandissima richiesta. Praticamente spettacoli sperimentali quotidiani e in diversi orari. Il divertimento è assicurato.

Il format, ideato da grandi esperti e tecnici settoriali di livello mondiale, si svolge per le strade del quartiere.

Somiglia molto ad una caccia al tesoro. Il cittadino è il giocatore, non sempre protagonista ma quando è un “non protagonista” è un vero complice.

Chi ha ideato questo modello  sperimentale di raccolta differenziata è un creatore di format televisivi per giochi di società.

Ad ogni partecipante al gioco viene consegnata una mappa ma non viene dato nessun punto di riferimento fisso di luogo, di orario, di comportamento.

Varia il luogo, l’ora, il giorno di calendario. Non deve accadere che poi il cittadino diventi abitudinario.

Anzi il cittadino deve essere creativo ed estemporaneo; la modalità di raccolta deve essere, per l’appunto, differenziata nei comportamenti.

Anzi, meglio se creativa, assolutamente e liberamente anarchica. E’ la filosofia per un popolo della libertà. Una filosofia applicata alla realtà.

Questo popolo in libertà, solo in tal modo può avere diverse opzioni:

  • raccogliere l’umido separato dal resto e conferirlo al presidio “itinerante” di raccolta (popolo innovatore, moderno, non tollerato e da rieducare)
  • lasciare l’umido presso i contenitori del vetro e della plastica, per mantenere salda la lontana parentela con la famiglia dei rifiuti (popolo della familiarità)
  • continuare a fare il rifiuto <tal quale> destinato a discarica ma da imbucare nei cassonetti del cartone o della plastica (popolo della pudicizia)
  • mischiare tutto e  abbandonare i rifiuti per strada (massima manifestazione di un popolo in libertà)
  • conferire il rifiuto <tal quale> in classici  cassonetti appositamente reintrodotti (popolo da preservare)
  • tornare alle vecchie abitudini della raccolta mista, per rieducare coloro che avevano preso la cattiva abitudine di separare l’umido, la carta e il cartone, la plastica e il vetro, l’indifferenziato da discarica (popolo in fase di rieducazione).

Il gioco di società della raccolta differenziata “alla pajata” prevede, in sostanza, una specie di caccia al tesoro. Infatti nella successiva edizione ed evoluzione dell’attuale format del gioco, considerato estremamente rigido, l’Azienda municipalizzata (AMA) fornirà al cittadino la seguente dotazione:

  1. un rilevatore GPS per localizzare il camioncino sull’elenco dei siti prestabiliti
  2. un cane addestrato per seguire le tracce dell’operatore (cane da ferma, stessa razza del cane da tartufo)
  3. un furetto appositamente addestrato per stanare gli addetti ai lavori, il più delle volte “intanati” nei bar a disquisire sul calcio biancoceleste e giallorosso
  4. un sacchetto come premio per ogni operatore disponibile sul presidio di raccolta
  5. un apparecchio elettrico per vulcanizzare i sacchetti che vengono normalmente bucati in occasione della consegna con strappo delicatamente fragoroso e  violento.

Legittimo chiedersi: si arriverà al punto in cui i cumuli di rifiuti saranno l’attrattiva del Circo Massimo  o del Colosseo? Da un anno mi sto ponendo la stessa domanda ossessiva: chi uccide e chi infierisce ancora sul cadavere martoriato della raccolta differenziata a Roma? E’ vero che è un cadavere sperimentale…ma il killer è seriale.

La chiusura della discarica di Malagrotta, da tanto e da tanti desiderata speranza, va diventando sempre più un incubo. Il governo della città con la bacchetta magica riuscirà a trasformare Roma in Napoli. Con l’incubo dei cumuli di rifiuti riusciranno i nostri eroi a farci sentire “napoletani de Roma”?

Francesco

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2 pensieri su “Raccolta differenziata a Marconi: tra sogno, incubo e gioco di società (di Francesco V.)

  1. Giorni or sono,alle otto di mattina, ho portato con me i due soliti sacchetti: organico e indifferenziato e mi sono diretto in Via F.Grimaldi verso l’automezzo dell’Ama, ho attraversato le strisce pedonali e stavo per raggiungere il punto di raccolta quando ad un tratto l’automezzo è partito e mi ha lasciato con i due sacchetti in mano!!!

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