Chi richiAMA l’AMA?

Riceviamo da Massimo Ghinolfi  e pubblichiamo … in coda un commento a questa vicenda

ATTENZIONE ROMANI!

Io ogni mattina preparo i sacchetti della spazzatura. Quello dell’indifferenziata e quello dell’umido. A parte, a casa, ho i sacchi per plastica/metallo e quello per la carta. Ma è giusto farlo.

Ogni mattina vado al punto di raccolta, circa 150 metri, lascio i due sacchetti, e il bravo omino mi dà un sacchetto nuovo per l’umido. E va bene così.

Stamattina, come al solito, la stessa cosa. Solo che al punto di raccolta ci trovo due signore e un signore che si qualificano come accertatori Ama.
Mi sventrano il sacchetto dell’indifferenziata e scoprono con loro orrore che conteneva lo scheletro di un pacchetto di sigarette (che avrei dovuto mettere nella carta dopo aver diligentemente sfilato la pellicola metallizzata) e una scatoletta – quelle piccole – del mangiare dei gatti.
Scandalo e ignominia!
Insomma: 100 euro di multa!!!!!!

Inoltre una di queste esimie accertatrici voleva fare 250 (!!!!) euro di multa a una signora anziana per che portava a spasso il volpino ma non aveva la paletta per raccogliere gli eventuali rifiuti del cane.

E’ giustissimo fare la differenziata. E’ tutto il resto che non va bene. E sappiamo cos’è l’Ama e chi c’è dentro.

***

e questo il nostro commento

Il Presidente dell’AMA, Piergiorgio Benvenuti AMA la sua poltrona

c’è qualcosa che stona. Era il sacchetto dell’indifferenziata …
Avrebbe avuto senso se nell’umido avessero trovato il pacchetto di sigarette.
Qui non si tratta di NON rispettare le regole ma di educare gli accertatori a compiere in modo NON vessatorio il loro compito.
Facciamo girare.

Al Presidente dell’AMA Piergiorgio Benvenuti chiediamo di rispondere a delle semplici domande. Lo può fare anche stando seduto sulla sua comoda poltrona: Che tipo di formazione viene impartita agli accertatori AMA? Che tipo di educazione civile, quali tecniche di dissuasione vengono insegnate a chi è a contatto con il pubblico?

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9 pensieri su “Chi richiAMA l’AMA?

  1. invece io sostengo che sia bene così. solo con le multe, come del resto avviene in tutto il mondo, si imparano le ‘buone maniere’. senza controlli nessuno è stimolato a migliorare. evviva che anche a roma si proceda in questo modo!

  2. Io voglio commentare 2 episodi il primo mi è capitato rientrando a casa circa alle 12 ho assistito a una scena che mi à lascito scomenta, Ho visto il cammio del’AMA caricare tutto lumito insieme a gliatri sacchetti e mi sono detta ma come a me mi fanno vuotare il sacchetto del’umido se non è quello dato da loro, il secondo episodio è che dovendo buttare una vecchia sedia rotta ho chiesto quale era il giorno per buttare il materiale ingombrante, risposta la vata a preddere, sono tornata a casa ho preso la sedia rotta e loro l’ahho buttata insieme a glialtri sacchetti. Ora leggendo quello che è successo. Ma parliamo della stessa AMA sembra di no leggendo la lettera del signor Massimo. Io abbitoin Via Albert Einstein, zona Marconi.

  3. Caro anonimo “Sorce” vorrei con pacatezza controdedurre all’apodittica tua affermazione: “Le sanzioni possono essere utili solo quando il servizio funzioni alla perfezione, non quando si deve “cogliere l’attimo” fuggente per inseguire il furgoncino dell’AMA, non quando non si sia instaurto alcun dialogo educativo e rifiutato ogni possibile miglioramento del servizio, nonostante le petizioni, le lettere, gli inviti, i servizi dei media, nonostante le proposte di avere (per chi le volesse) dei bidoni nei giardini degli androni, per es…e SOPRATUTO ridadisco SOPRATUTTO (lo sottolineo) quando non si incentiva impacchettamento non ingobrante, non si incentiva mescita dei detersivi, per es., quando non si incentiva con riduzioni di tariffa chi aderisce al sistema delle differenziate, e delle differenziazioni (poi vorrei capire perche si differenziano i rifiuti in modi diversi nei diversi comuni : plastica, metallo e vetro insieme a roma, in altri comuni solo vetro e plastica e metallo insieme, da latre parti tutti da soli…magari nella stessa provincia, mah!) con prove si intende!(dove sono le tesserine leggibili con lettori ottici mobili per individuare i “differenziatori”, valutarne il contributo – a peso, avolume a n. di bustine conferite- e quindi il premio, per es, con riduzione tariffa o pagamento della plastica conferita come nel nor europa ?). La differenziata per riuscire deve essere corredata da efficienza e praticabilità del servizio, da incentivi (sistema meritocratico) e solo da ultimo la sanzione (in diritto sia penale, che amministrativo, la sanzione è l’extrema ratio, non la prima scelta, altrimenti è vessazione!) e quella subita da Massimo Ghinolfi è vessazione! Attenzione l’ispezione era sull’indifferenziata!

    • Salve Carla,
      non sono anonimo come sai, sono Francesco e la mia mail ti è nota.
      Io sostengo la battaglia per un servizio migliore, come ben sai, scrivo all’AMA, scrivo al Presidente Paris, al sindaco, ho fatto esposti etc etc.
      Ma non accetto il concetto che la responsabilità sia sempre di altri: ognuno di noi è tenuto a rispettare le regole, e altri a farli rispettare. All’estero, o anche solo a Milano o in Sardegna, funziona tutto perché ci sono controlli e fanno multe. Perché solo con la sensazione dei controlli ahimé si fa attenzione.
      Il concetto secondo il quale, siccome il servizio è pessimo, allora io lascio il sacchetto sul marciapiede, o me ne frego di quello che metto nel sacchetto, o non porto la paletta per raccogliere le feci del mio adorato cagnolino, tanto chi se ne frega, tanto lo fanno tutti, è proprio l’atteggiamento che ci sta portando al degrado totale.
      Quindi, ognuno di noi faccia il suo dovere di cittadino civile, per poi farsi sentire, urlare, manifestare, per chiedere servizi migliori.
      Così e non … niente controlli perché tanto fa schifo e quindi io continuo a fare quello che mi pare, questa storia, che viene poi da un partito politico che si candida a governare è proprio inaccettabile per me.

      • Breve risposta per come la penso io. Quelli che ti fanno le multe sono gli stessi infilati in AMA da Alemanno perché amici, parenti o camerati. E lo stesso succede anche per quelli ai camioncini che portano avanti un sistema (il misto duale) inventato apposta per assumerli in una logica puramente clientelare. Ancora convinto che questi “controllori” abbiano diritto a sindacare sulle tue azioni di cittadino?

  4. Questa delle multe è solo l’ennesima tassa, una vera e propria vessazione, che il comune mette in atto “contro” i cittadini. A Milano (dati riferiti al periodo di Moratti sindaco) ogni anno vengono fatte 35.000 multe direttamente agli amministratori di condomini per porta a porta (lì si fa solo per carta, plastica e vetro) non corretto. Il meccanismo è semplice, e si basa sul fatto che per quanto si possa essere attenti ci sarà sempre qualcosa che finisce nel posto sbagliato. Vasetto dello yougurt non risciacquato bene e messo nel vetro? Multa. Piatti e posate di plastica usati? Fino al mese scorso a Roma multa se li si metteva nella plastica, adesso multa se “non” li si mette nella plastica, ma se non li hai rilavati la multa te la becchi lo stesso. E poi c’è quello di cui si sa poco o niente. Per esempio, quanti sanno che gli scontrini dei negozi vanno nell’indifferenziato e non nella carta? Dite, come la prendereste se vi facessero una multa per una infrazione del genere? E per chiudere con gli esempi dando una nota di colore, qualcuno di voi sa dove va buttato un preservativo usato?

    Insomma, è ovvio che con questo sistema chiunque può essere multato. Ed è altrettanto chiaro il tentativo di Benvenuti, dell’AMA e del comune di Roma di far ricadere la colpa sui cittadini (appellandosi a un patetico pugno di ferro) a fronte della “loro” incapacità a gestire il ciclo dei rifiuti a Roma. Ecco perché è impossibile dialogare con questi soggetti. Lavoratori compresi, che hanno letteralmente “rubato” il lavoro alla gente onesta facendosi raccomandare in quanto amici, parenti, amanti e camerati per essere assunti all’AMA. Di fronte a questa marcia situazione l’unica scelta che resta al cittadino è il boicottaggio, in attesa di un ricambio che si spera faccia piazza pulita (a destra e a sinistra) di tutti gli incompetenti e di tutti i collusi con questo sistema.

    Piccola nota: il termine indifferenziata è usato a sproposito, più correttamente si deve parlare di “non differenziabile”, cioè di tutto quello che non è organico e non va nel cassonetto bianco o in quello blu.

  5. Per un profiquo scambio di informazioni, vi metto al corrente che da noi al Tuscolano Don Bosco, dopo dure battaglie, siamo finalmente riusciti ad ottenere un certo numero di cassonetti neri dell’indifferenziato. 80 circa che si uniscono agli altrettanti che avevamo ottenuto un anno fa. Non bastano ancora, ma il quartiere è certamente più vivibile e finalmente nei cassonetti della carta e della plastica ci finisce solo quello che ci deve andare. Fine di un’odiosa imposizione che lascia finalmente libero il cittadino di differenziare per libera scelta.

  6. Pingback: Achtung Banditen! « Fortezza Bastiani (mirror)

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