L’addio commosso a Renato Nicolini, l’ex assessore delle giunte “rosse”

Ci ha lasciato questa notte Renato Nicolini, per un male che non aveva reso pubblico. Riservato e schivo sulla sua vita privata, vulcanico e protagonista sulla scena pubblica. Così lo descrive chi lo conosceva bene. Qualche tempo fa proprio a Paese Sera, per cui curava una rubrica mensile intitolata “Palchetti e cantine”, aveva raccontato la sua voglia di scendere nuovamente in campo, di mettere bocca sul futuro della città ma soprattutto sulle idee della sinistra per governarla.

Ecco le sue parole: “Io lo dico in maniera chiara; Roma non ha bisogno di moderatismo, tutti i grandi sindaci, da Nathan a Petroselli, non sono stati moderati, ma avevano idee forti e coraggiose. Non si può governare rendendo contenti i poteri forti così come i cittadini, in particolare quelli che più soffrono. Rispetto al centrosinistra del passato cambierei subito due cose; prima di tutto bisogna garantire l’autonomia della cultura e dei suoi grandi istituti, facendo scelte di alto profilo per competenze e capacità, e non in base alla lottizzazione politica; in secondo luogo bisogna avere il coraggio di dire chiaro e tondo: consumo di suolo zero!”. Saranno questa energia e la voglia di discutere (e di far discutere) che più mancheranno alla città ora che Renato Nicolini se n’è andato.

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La notizia ha iniziato a diffondersi stamattina sul social network facebook. E le reazioni sono state tutte di incredulità. Poi il saluto del consigliere comunale del Pd Paolo Masini: “Ciao genio, grazie davvero”. E la conferma: Renato è morto, lunedì i funerali. Così l’incredulità si fa profonda tristezza. “E’ l’estate romana più triste di tutte” scrive Masini. La camera ardente sarà allestita nella Sala della Protomoteca nel palazzo del Campidoglio lunedì dalle 9.

(fonte Paese Sera)

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