FIACCOLATA DEI CITTADINI CONTRO LA DISCARICA NELLA VALLE GALERIA

riceviamo e pubblichiamo la lettera del segretario del PD XV, Maurizio Veloccia, sulla situazione rifiuti nel Municipio XV e con alcune indicazioni di progetto e di più ampio respiro

“FIACCOLATA DEI CITTADINI” il 4 Settembre alle ore 20.00 – Appuntamento presso la chiesa di Ponte Galeria
 Molti di voi non abitano nella Valle Galeria, nel territorio in cui da oltre trent’anni migliaia di romani convivono con la discarica più grande d’Europa e con fonti atroci di inquinamento: raffineria petrolifera, gassificatore, inceneritore dei rifiuti ospedalieri, cave, depositi di gas ed oli liquefatti.
E tuttavia ai molti che non abitano lì, chiediamo comunque un minuto di attenzione per leggere questa email, e la disponibilità ad aiutare questi cittadini nella battaglia contro la scelta operata dal Prefetto Sottile di localizzare la nuova discarica di Roma a Monti dell’Ortaccio, cioè a due passi da Malagrotta.
E’ una scelta sbagliata per diversi ordini di motivi:
1. Non si può vessare la stessa popolazione, a cui si era promesso che dopo trenta anni di Malagrotta, si sarebbe chiusa la discarica e risanato l’ambiente, con una nuova discarica in presenza di una accertata (studi epidemiologici ASL RM-E  http://www.romatoday.it/cronaca/malagrotta-aumento-tumori-articolo-messaggero.html) situazione sanitaria compromessa
2. Non si può accettare di cedere ancora una volta al monopolio di Cerroni, da sempre il patron dei rifiuti romani, che da anni stava autonomamente attrezzando Monti dell’Ortaccio, convinto che le istituzioni, incapaci di individuare un sito alternativo a Malagrotta, sarebbero state poi costrette a rivolgersi ancora a lui per risolvere la situazione.
3. Per attrezzare Monti dell’Ortaccio ci vorranno oltre dieci milioni di euro, quindi non sarà davvero una discarica “provvisoria” di soli 14 mesi: un imprenditore furbo come Cerroni non accetterebbe mai un soluzione così antieconomica
Per questo i cittadini il 4 settembre alle ore 20, presso la Chiesa di Ponte Galeria organizzano una fiaccolata per chiedere che tale decisione sia rivista e noi saremo con loro sperando in una vasta partecipazione di popolo
Per chi ha ancora intenzione di leggere, vogliamo proporre altre considerazioni, soprattutto a chi è interessato a confrontarsi su come uscire da questa vicenda.
La necessità di aprire una nuova discarica in sostituzione di Malagrotta è infatti non derogabile, quindi dire NO a Monti dell’Ortaccio non basta. Su questo il commissario all’emergenza rifiuti, prefetto Sottile ha ragione, quando afferma che non basta che Comune, Provincia e Regione esprimano semplicemente una contrarietà al sito di Valle Galeria, senza offrire soluzioni alternative.
A questo punto però è necessario distinguere le responsabilità della politica, per non fare di tutta l’erba un fascio.
In primo luogo affermando con forza che una nuova discarica a Roma è necessaria perchè in questi 4 anni il Sindaco Alemanno ha fallito drammaticamente sulla raccolta differenziata: se si fosse arrivati a percentuali coerenti con quelle imposte dalla legge, oggi avremmo tutti i rifiuti trattati, non avremmo più “tal quale” interrato con una procedura di infrazione europea, e probabilmente potremmo individuare piccoli siti locali per posizionare pochi rifiuti inerti e non nuove maxi discariche da aprire.
Si poteva vincere la sfida della differenziata a Roma? Sì. Lo dimostra l’aumento del 2300% (avete letto bene, da poche migliaia di persone a un milione di cittadini) della raccolta differenziata in Provincia di Roma, operata dalla giunta Zingaretti. E non solo nei paesini di campagna, ma anche in territori che sono paragonabili a interi quartieri romani (es. Guidonia), governati da sindaci di centrosinistra e di centrodestra, a dimostrazione che ci sono amministrazioni sane, a prescindere dalla collocazione politica. Alemanno ha invece boicottato le sperimentazioni iniziate dalle giunte precedenti di porta a porta (che aveva dato risultati assai positivi, con oltre il 65% di RD) ed ha avviato soluzioni sbagliate come la macchinosa raccolta duale con le isole mobili che ha dato pessimi risultati (chiedere ai cittadini di Marconi…per avere news!).
Questa incapacità ha reso necessaria l’individuazione di una nuova discarica. Anche su questo le responsabilità si dividono: Zingaretti, lo sanno tutti, disse chiaramente no a Corcolle ed a Monti dell’Ortaccio, mentre propose la soluzione di Pian dell’Olmo. Una proposta opinabile, ma senz’altro responsabile: dico di no ad alcuni siti, ma mi assumo la responsabilità di dare il benestare su altre soluzioni. Alemanno ha invece detto NO a qualsiasi proposta; addirittura quando il prefetto Sottile avanzò l’ipotesi di Pian dell’Olmo, prima disse sì e poi, costretto da Cicchitto e dagli ex di Forza Italia, fece saltare la convocazione dei tavoli tecnici che avrebbero dovuto vagliare tale ipotesi.
Dire di NO a tutto senza una proposta alternativa è pura demagogia e conduce diritti alla scelta peggiore e cioè a Monti dell’Ortaccio.
Lo diciamo non per fare sterile polemica politica, ma perchè soltanto distinguendo le responsabilità, si può pressare su chi vuole sfuggire dalle proprie e tentare di fargliele assumere, per vedere risolto il problema.
Ora che fare? Nell’immediato:
1. Costringere il prefetto Sottile a rivedere questa scelta, che va bocciata anche nei vari tavoli tecnici, a partire dalla Conferenza dei servizi, dove Comune, Provincia e Regione, dovranno esprimere un parere
2. Chiedere che le istituzioni, in questo caso Comune e Provincia, individuino subito il “sito” definitivo dove collocare la nuova discarica di Roma, che ovviamente sia fuori dalla Valle Galeria.
3. Nei mesi necessari ad allestirlo, non aprire siti “provvisori”, perchè nel nostro Paese troppo spesso non c’è nulla di più definitivo delle scelte “provvisorie”, ma si gestisca questo transitorio con soluzioni alternative. Visti gli eventi non si può scartare ad esempio la soluzione adottata dal Sindaco di Napoli De Magistris, portando per questi pochi mesi i rifiuti all’estero. Una soluzione transitoria, quindi, perchè i rifuti se “trattati” sono una ricchezza ed è assurdo che da noi siano invece un “guaio”.
4. Far funzionare a pieno regime gli impianti di trattamento: cosa che chiediamo da anni ad Alemanno. Quegli impianti ci sono perchè il centrosinistra li fece costruire proprio per evitare di ricorrere a nuove discariche. Una scelta non condivisa da alcuni movimenti che sono contrari all’impiantistica e puntano tutto sulla Raccolta Differenziata, ma comunque una strada che se fosse stata seguita, almeno lì dove gli impianti ci sono e sono funzionanti, avrebbe ridotto di molto i rifiuti da interrare. Insomma, ad Alemanno non si chiedeva di costruire nuovi impianti, ma solo di far funzionare a pieno regime gli esistenti. Nemmeno quello.
E poi?
E poi finalmente dotarci di una amministrazione comunale che punti tutto sulla raccolta differenziata e su una nuova cultura dei rifiuti: politiche per prevenire e ridurne la produzione (dal “packaging” alla “dematerializzazione” ad esempio), per il riuso e per il riciclo ed il recupero. Politiche che a regime permettano di abbandonare discariche ed inceneritori e ci conducano a quell’obiettivo dei “rifiuti zero” che è tutt’altro che irrealizzabile.
Per arrivarci non serve l’antipolitica, ma una BUONA politica. E dei cittadini che siano pronti a scommetterci.
Maurizio Veloccia
Coordinatore PD Municipio XV

 

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4 pensieri su “FIACCOLATA DEI CITTADINI CONTRO LA DISCARICA NELLA VALLE GALERIA

  1. La scelta di Pian dell’Olmo non è scaturita solamente da pressioni politiche.
    Le ragioni IMPORTANTI della bocciatura di Pian dell’Olmo furono ben altre.
    Perchè era ed è talmente evidente che Pian dell’Olmo insiste su un territorio zeppo di vincoli importanti. E’ all’interno della Valle del Tevere (sito di straordinaria bellezza naturale candidato Unesco). Vi sono vincoli paesaggistici, idorgeologici, archeologici, attività culturali .
    Vi sono innumerevoli zone boschive che la circondano (e gli incendi di agosto scorso ci dicono quanto fosse stato pericoloso costruirvi una discarica).
    Il sito è, inoltre, microscopico , le cubature insufficienti anche in funzione della provvisorietà. Lo sbancalamento della Tiberina necessiterebbe di lavori straordinariamente lunghi e straordinariamente costosi che metterebbero in totale crisi la viabilità romana. E poi il rischio maggiore. la vicinanza del Tevere e le falde affioranti da cui il NO categorico della Commissione Europea e dell’Aut. del Bacino.
    Insomma credo che al di là del condivisibile e apprezzabile obiettivo della “rivoluzione culturale” dei rifiuti, l’idea di Zingaretti di Pian dell’Olmo non era solo “opinabile” ma direi “TOTALMENTE e CHIARAMENTE FOLLE”.
    E’ ormai pacifico che su questa assurda e inverosimile ipotesi (come su quella di Corcolle) nessuno dotato di un minimo di buon senso potrebbe più tornarci sopra.

  2. Caro Gianluca, senza entrare nel merito delle tue argomentazioni ti pongo solo una questione: tutto quello che dici tu doveva essere affrontato proprio in un tavolo tecnico (“la conferenza dei servizi”) che non si è invece neppure convocato. In questo c’è il veto politico: qualcuno, a prescindere dalle questioni tecniche, ha posto un veto alla stessa analisi di fattibilità del sito di Pian dell’Olmo, obbligando Sottile ad una repentina retromarcia.

  3. Ma c’è bisogno della Conferenza dei Servizi per un’ovvia e lampante inidoneità come quella di Pian dell’olmo (così come quella di Corcolle)??
    Siamo seri!…suvvia!
    Si sta scivolando incoscientemente verso un’emergenza grave e ci si gingilla ancora con ipotesi chiaramente insostenibili sotto ogni punto di vista (perfino politico vista la potente opposizione della Conferenza dei Sindaci di Roma Nord e della Valle del Tevere!).

  4. Aggiungerei , infine, che gli studi su Pian dell’Olmo e sul territorio della Valle del Tevere ci sono .. sono stati fatti dal CNR e sono parte della copiosa documentazione della Commissione Europea che visiterà l’area il prossimo Ottobre emettendo il suo parere vincolante. Parere che va a giustapporsi alla Missiva Ufficiale del Consiglio dei Ministri , del 26 luglio scorso, dove il Prefetto Sottile dichiarava l’ipotesi Pian dell’Olmo definitivamente superata.
    Io esorterei ad abbandonare (anche per il remoto futuro) idee bislacche su improbabili siti (Corcolle, Pian dell’Olmo, Fiumicino ) ed optare, invece, per l’unica vera soluzione possibile: raccolta differenziata spinta; riuso; rifiuti all’estero per un tempo limitato (3/4 anni); apertura, poi , di 12 piccole discariche di municipio (solo per quella minima percentuale rimasta di indifferenziato residuale pretrattato).
    Troppo difficile??
    O che forse la teoria medioevale della discarica cerroniana fa ancora comodo a qualcuno ??

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