Via Oderisi da Gubbio 13, un contributo alla chiarezza degli eventi

In merito alla recente vicenda del servizio di Striscia la Notizia sul materiale del PD accantonato in un locale di Via Oderisi da Gubbio, a Roma, ed alle strumentalizzazioni che ne sono seguite, vogliamo contribuire con alcune nostre osservazioni.

In primo luogo è necessario ammettere gli errori: quel materiale del Partito Democratico non doveva essere lì. Assolutamente. E non bastano giustificazioni per le quali il materiale era appoggiato lì in via transitoria in attesa di definitiva sistemazione; nè possono essere rassicuranti – ancorchè veri – i pareri che inquadrano la vicenda in un periodo di pressapochismo politico dell’allora PD di Roma guidato da soggetti poi transitati in altri partiti politici. E’ un errore avvenuto nonostante le regole già esistenti e che con le primarie 2012 stiamo perfezionando, anche per evitare situazioni del genere.

Il materiale è lì dal 2009. E’ bene precisare che allora quei locali erano ancora del costruttore, che in quanto privato ne avrebbe potuto disporre a suo piacimento nelle more della assegnazione definitiva di quella struttura. Questo non giustifica comunque un utilizzo privatistico di strutture che seppur non ancora consegnate al Comune di Roma, sarebbero divenute a destinazione pubblica. Tale inopportunità è stata denunciata, non oggi, ma già allora dal PD Marconi, con forza e pubblicamente, anche quando ha riguardato comportamenti sbagliati della propria parte politica.

Questo solo per sottolineare la coerenza e “le carte in regola” per poter parlare di questa vicenda.

Detto questo ci domandiamo come sia possibile che oggi il Consigliere Santori possa entrare in un locale, oggi sì pubblico ed assegnato ad un soggetto terzo. Risulta poco credibile, infatti, da parte del consigliere Santori, denunciare la violazione della privacy quando – se quel locale era un locale chiuso e quindi non accessibile – qualcuno senza titolo ci entra, violandolo, e contemporaeamente violando la privacy. Chi ci dice che il consigliere comunale non abbia poi asportato quegli elenchi? E’ una pura ipotesi ovviamente. Ma nel contesto è un dubbio lecito.

Sulla destinazione pubblica (e sulle deviazioni da quella destinazione) di quei locali il PD del territorio (PD Marconi) si è battuto in più occasioni, al contrario del Consigliere Santori.

Ci sarebbe da chiedersi quali atti ed iniziative abbiano invece adottato il consigliere ed i suoi colleghi del PDL per far si che negli anni 2008 e successivi (anni di governo della destra al Comune) quei locali venissero prontamente assegnati ad uso pubblico e nella massima trasparenza, ad esempio tramite bando.

Risulta quindi ipocrita l’agitarsi, supponiamo, per mera schermaglia elettorale. Per carità capiamo che il consigliere Santori – che si appresta a sfidare Alemanno alle primarie PDL per Sindaco – abbia voglia e necessità di farsi vedere. Il problema è che per farsi vedere lui forse non ha visto che violava – con quella trasmissione in TV – un diritto di riservatezza. E non ha visto che il suo agitarsi ha tirato in ballo anche le ACLI che nel 2009 nulla potevano sapere di quella storia di manifesti. A meno che l’agitazione non sia dettata dalla volontà del consigliere Santori di aprire una polemica per contrattare qualcosa, magari per sostituire le ACLI con qualche associazione amica, così come sembrerebbe emergere dalle sue ultime dichiarazioni.

Noi non pretendiamo di convincere. Confidiamo che le domande e le riflessioni spingano cittadini ed elettori ad essere pienamente consapevoli delle opportunità che possono avere con la loro costante partecipazione e stimolo. Anche in questo momento. Anche con le primarie del 25 novembre.

Carla Boto, segretario PD Marconi
Maurizio Veloccia, coordinatore PD Roma 15

 

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