Siamo al bivio?

bivioLa scelta di proporre Marini come Presidente della Repubblica, in modo condiviso con il PDL e Scelta Civica, è una chiara dichiarazione di campo. Forse altre scelte avrebbero potuto/dovuto essere compiute.

Non pretendo di parlare a nome di tutti gli iscritti del circolo PD Marconi ed agli elettori che ci seguono. Ma sareste ciechi e sordi, deputati e senatori del PD, a non cogliere il sommovimento e la distanza che questa vostra scelta – a maggioranza – ha provocato e sta provocando tra i cittadini e tra gli iscritti al partito

Il mio personale parere di singolo militante è per la scelta di Stefano Rodotà, che può garantire rispetto dei valori costituzionali e dare un segnale di “rottura” rispetto a equilibri raggiunti con manovre di vertice di cui siamo esausti.

Credo sia giusto che tutti i nostri rappresentanti, specie quelli che sono intervenuti in questi anni nel nostro circolo, dichiarino come hanno votato stasera alla riunione dei gruppi parlamentari e come voteranno domani in sessione congiunta nell’elezione del Presidente della Repubblica.

Ci è dovuto.

Come segretario del circolo non posso che pubblicare le email che ci sono giunte a cui si sono uniti molti SMS al mio personale cellulare in cui mi si chiede come poter manifestare la propria contrarietà alla scelta di Marini.

Carla Boto, segretario PD Marconi

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40 pensieri su “Siamo al bivio?

  1. Email di Gianluca Cenciarelli 17.04.2013 ore 15:40
    Buongiorno,
    vi scrivo in merito alle notizie apparse oggi sulla stampa in merito ad una possibile candidatura da parte del PD di Massimo D’Alema e di Giuliano Amato. Spero che tali notizie siano prive di valido fondamento.
    Ho 44 anni, sono di Roma e vivo nel quartiere Marconi. Provengo da una famiglia che ha tradizioni nella sinistra, io stesso ho sempre votato per il centro sinistra (PD nelle ultime elezioni), ma confesso che non capisco la scelta di questi nomi. Capisco il momento politico, il paradosso di aver più voti di tutti ma di non aver vinto le elezioni ed i problemi a trattare con il PDL e il M5S, ma eleggere D’Alema o Amato alla Presidenza della Repubblica, significa tornare indietro. Forse per fare un favore a qualcuno? Non ce lo possiamo permettere.
    Il popolo, la gente comune, chiamatela come volete, e gli stessi vostri elettori vogliono (ed esigono) un cambiamento. Abbiamo un candidato come Romano Prodi, che ha un’ottima esperienza politica, pur non essendo un politico di professione, è conosciuto e stimato all’estero (anche per gli incarichi istituzionali che ha avuto), è l’unico (diciamolo), che ha battuto due volte Berlusconi (è forse questo il problema?), fra l’altro è anche nella rosa dei “papabili” dei grillini, avrebbe forse anche il loro appoggio, ma non viene candidato, preferendo nomi da prima Repubblica. Ma come lo spiegate questo gesto?
    Continuare con questi comportamenti oltre a non “pescare” voti nel centro destra, che non sono proprio da buttare via, ma direi fondamentali se si vogliono vincere le prossime elezioni, li state perdendo anche tra i vostri sostenitori, me compreso.
    Se con la vittoria praticamente in tasca, il PD non è riuscito a vincere le ultime elezioni mentre il PDL, nonostante tutto quello che ha fatto nei quattro anni di governo, è stato protagonista di una rimonta senza precedenti (per non parlare della crescita esponenziale del M5S), la colpa è anche del PD che non ha dato messaggi chiari di cambiamento. Mi viene il dubbio allora che forse non è che gli italiani non hanno capito il PD, ma è il PD che non ha capito gli italiani.
    Mi auguro di trovare ancora lo stimolo per votare PD.
    Un saluto e buon lavoro.
    Gianluca Cenciarelli

    • Sottoscrivo in tutto e per tutto quello che Gianluca Cenciarelli afferma
      e aggiungo che dopo questa cosa è chiaro che o finisce il PD o finisce Bersani nel PD
      ..o milioni di persone non voteranno più PD (di sicuro io che l’ ho sempre votato)

      Alessandro Vicisano

  2. email di Luca Rosatelli – 17.04.13 ore 22:00
    Salve carissimi eletti, vi ringrazio per rappresentarmi, sono un cittadino iscritto al circolo PD Marconi di Roma.

    Spero vi rendiate conto che, in una situazione così difficile e complessa, vi trovate per le mani un poker servito: Stefano Rodotà. Sono diversi giorni che lo penso, ho maturato sempre più la convinzione che sia il mio candidato ideale, ma oggi gli argini hanno ceduto e l’onda è montata: è tempo di scelte CORAGGIOSE, il nome di Rodotà è ormai sulla bocca di tutta la base, e voi, pur nella vostra assoluta indipendenza, non potete ignorare il comune sentire, semplicemente perchè non c’è alcuna ragione per farlo. Rodotà è figura di indubbio spessore, è inattaccabile, è stato garante, il primo garante della privacy (un raro vanto nazionale, il trattamento dei dati così come è stato concepito da Rodotà è ancora oggi il più all’avanguarda tra i paesi civili di questo mondo). Neanche dovete temere ritorsioni dal PDL, perchè non avrebbe ARGOMENTI!

    Per queste ragioni, e per il desiderio di cambiamento che ormai è ineludibile per me e tra i cittadini italiani, vi chiedo di lavorare SERIAMENTE per costruire questa candidatura e presentarla vincente con larghissima maggioranza al primo scrutinio di domani.

    Ricordate: non dovete rispondere al PDL o a Grillo o a Monti, sono le ITALIANE e gli ITALIANI i vostri intimi interlocutori, a loro dovete rispondere delle vostre scelte, e se vi porrete in questo modo tutto diventerà veramente più facile. E a quel punto sarà anche bello rischiare di tornare a votare e finire all’opposizione, ma con dignità.

    Luca Rosatelli

  3. Ascoltateci. Nessun inciucio. Vogliamo Rodotà.
    Mi chiamo Enrico Pasini.
    Sono iscritto al circolo PD MARCONI di Roma. Vi scrivo più da cittadino elettore che non da miltante.
    Questo è uno degli ultimi appelli che vi rivolgo per raccogliere il senso di cambiamento e speranza che come militanti ed elettori del PD vogliamo dare con l’elezione del Presidente della Repubblica e del prossimo governo.
    Rodotà Presidente è garanzia di SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE.
    Non vogliamo accorducoli, traccheggiamenti, inghippi, inciuci.
    Ridateci la dignità.

    Lettera inviata ai gruppi parlamentari.

  4. Pingback: Siamo al bivio?

  5. Riporto e confermo in questa sede quanto in serata ho scritto in un post su Facebook

    Renzi non mi ha mai convinto del tutto perchè:
    – rottamazione ad oltranza e null’altro;
    – zitto, zitto ad Arcore con B.;
    – zitto, zitto a Milano con i caimani (meeting organizzato da Davide Serra);
    – zitto, zitto a Parma per il centenario di Barilla (l’unico sindaco presente che parla con B.);
    però a questo punto …

    Adesso concludo la frase con “… è troppo!”
    Accordi con Berlusconi, quel Berlusconi che da venti lunghi anni ci flagella è troppo.

  6. Marco Rodomonte, bacheca FB del circolo – 18.04.13 ore 00:08

    Se non eleggeranno Rodotà – sprecando un’occasione irripetibile per competenza e levatura morale – perderanno milioni di voti, il mio e quello di tutti i miei conoscenti inclusi, dimostrando definitivamente di essere correi dello sfacelo non meno del Pdl.

  7. Alessandro Aniballi, email 18.04.13 ore 00:45

    appoggio in pieno questa lettera e vi domando di fare tutto il possibile per far sentire la contrarietà assoluta alle scelte di questa sera. Tra Marini e Rodotà, senz’altro bisognerebbe votare Rodotà. Questa posizione è semplicemente folle

  8. Salvatore Squillace, email 18.04.12 ore 01:34
    Brava Carla, come dite a Roma: Quanno ce vò ce vò”. Mi hanno costretto a votare 5Stelle e adesso mi ricostringeranno a votare 5 Stelle. CIao Carla, Salvatore.

  9. Marco Causi, deputato. Risposta pubblica.
    Marco Causi
    Dato che sono uno dei 1007 grandi elettori, mi sembra doveroso condividere i pensieri di queste ore complicate. All’assemblea del Capranica ho votato contro la proposta del Segretario del PD. Durante le consultazioni avevo espresso la preferenza per una soluzione super partes, metodo Grasso e Boldrini. Ma non mi convince la campagna pro Rodotà, preferirei semmai Cassese o il presidente della Corte Costituzionale, insomma una soluzione più vicina all’obiettivo di massima condivisione, il quale – ricordo a tutti – è stato scelto all’unanimità dalla direzione del PD. Cosa farò domani? Sui temi etici mi sono già in passato discostato dalle indicazioni del gruppo parlamentare. Ma quello di domani non è un tema etico, bensì totalmente politico. Mi sento allora vincolato alle regole del partito e della coalizione Italia bene comune, e quindi voterò secondo le indicazioni scelte dalla maggioranza.

    • Capisco il rispetto alla superiore esigenza del Partito che, fortunatamente, si chiede che spetti ai soli parlamentari, ma sinceraamente non riesco a comprendere la necessità di trovare un candidato comune con le forze che fino ad oggi (e da sempre) lo hanno avversato pregiudizialmente. Se poi fosse vero che “nell’inciucio” entri anche la nomina a senatore a vita di Berlusconi e Prodi come personaggi che hanno illustrato la Patria mi viene dal profondo del cuore il grido: ANDATEVENE e lasciate morire in pace in una piccola riserva coloro che nel Partito, nelle sue forme e nomi, a partire dal PCI per finire con il PD, si riteneva considerasse come elementi irrinunciabili l’onestà e il servizio al Paese.

  10. Apprezzo il Segretario Bersani e invece non comprendo il sindaco Renzi. Nella nomina di Marini a candidato di per se non c’è nulla di oscuro è legittima ma, credo non vincolante. Sarebbe bastato che il Segretario avesse aggiunto (con autorevolezza e subito) che il voto è comunque un dovere da esercitare senza il vincolo di mandato e che, per chiunque esso sarà, esprimerà collegialmente il volere dei Rappresentanti dei Cittadini Elettori. Un segnale sarebbe stato di democrazia costituzionale e di maturità democratica; tanto più necessario di fronte agli infantilismi collettivi che spesso sono al limite dell’isterismo di massa e che col tempo stanno facendo degradare la struttura democratica della nostra Rappresentanza Nazionale..

    maurizio bassani

  11. Potrei dire sono d’accordo con Carla. Ma non lo dico. Sono d’accordo con me stesso. Seguo la “battaglia” politica che avviene in Italia da oltre 65 anni. Ho seguito il mutarsi politico sociale etico che è avvenuto, nel tempo, dal PCI al PD. Ho trovato in tutti i passaggi che hanno portato al PD la mancanza di “coraggio”, la mancanza di affrontare una trasformazione che era nei “fatti”. E di cui non mi accorgevo (non è così ma ho la “mia “responsabilità”). Piccoli fatti concreti che si possono chiamare Ungheria, rivolta degli intellettuali, Praga, Berlinguer, Occhetto, Ulivo, Veltroni, Bersani. Naturalmente sintetizzo. Quindi sbaglio. Ma ho trovato una linea comune. Tutti questi piccoli fatti (ed altri) dovevano portarci al “salto” di qualità. Ad un vero cambiamento. Che non è avvenuto. Il PD doveva essere una cosa diversa. Un fatto nuovo. In un certo senso Rivoluzionario. Che cosa è avvenuto? Le correnti, che abborrisco, che molti (a parole) abborriscono, esistono. Più vive che mai. Invece di utilizzare la ” dialettica ” si usa lo scontro frontale che non supera i “problemi” ma li aggrava. Non è solo la conoscenza e l’utilizzo di strumenti in continua evoluzione come internet. Ma la mancanza di rapporti umani. Essere tra la gente. Conoscere discutere cercare di risolvere i problemi che sono di tutti. Di noi tutti. Dalla nascita del PD, immediatamente, è iniziata la sua “agonia”. Perché il PD si è allontanato dalla ” realtà sociale “. Questa “lontananza progressiva” ora ci fa giungere (forse dovrei dire ci potrebbe far giungere. Ma dico: ci fa) alla sua “morte”. Il PD non può, non deve essere quello che è ora. Abbiamo, ho bisogno di un Partito ( io credo nei Partiti). Per fare tutto ciò c’è bisogno di scelte coraggiose. Un Partito che parta da premesse “culturali” profondamente diverse. Che abbia bisogno di “Ideali”. Che abbia bisogno di ” Utopia”, Questa è “Cultura”. Non si tratta solo di risalire la corrente. Si tratta di cambiare. Sento, ora, a caldo, prima che inizino le votazioni per il Presidente della Repubblica e non so quello che avverrà, di aver tradito il mio “Ideale”. La mia “Utopia”. Che è: ” tutto si trasforma ” “tutto muta” ” “E’ necessario partecipare e lottare per cambiare “. E’ giunta l’ora? Decisamente SI’.

  12. Un voto appeso al chiodo
    Ormai da qualche anno mi si rafforza sempre più la personale convinzione che i vertici del partito non riescono (o non voglio riuscire) a captare gli umori e i segnali della base e del bacino elettorale di una società profondamente cambiata e morsa dalla crisi!
    Si continua a perseverare con scelte che sembrano l’indicatore di un partito a sovranità limitata (eterodiretto da condizionamenti esterni?). Nei momenti cruciali della nostra storia, come questo, emergono sempre le stesse persone e le stesse scelte strategiche dettate dalle poltrone piuttosto che dal comune buon senso. Se il dissenso è vasto evidentemente la base – incompetente – ha molti limiti intelelttivii e politicamente incompetente al punto tale da non capire le grandi strategie di un gruppo di generali specialisti di Waterloo.
    Scelte strategiche partorite da straordinarie figure mitologiche metà divinità dell’Olimpo e metà poltrone!
    Il mio dissenso sulla scelta di Marini non è pregiudizio ma comune buonsenso. Altrimenti, una stagione di cambiamento a marcia indietro nella macchina del tempo?
    Il Movimento 5 Stelle esplode elettoralmente, il pdl era all’angolo e automaticamente arriva una bella zattera in cambio di un piccolo governo e una manciata di poltrone della durata di pochi mesi. Fino a che il caimano rovescierà il tavolo.
    Queste scelte di arroccamento novecentesco sembrano invitarmi ad appendere la scheda elettorale al chiodo.
    Al momento delle elezioni questa classe dirigente (Bersani, D’Alema, Veltroni, Fassina, e compagnia cantando) venga essa stessa a raccogliere il consenso tra quella gente cui sarà impossibile spiegare le ragioni di un voto.
    Con questa grande scelta storica (effettuata nel segno della con – divisione, del partito!) la classe dirigente ha fatto una grande operazione di liquefazione elettorale del Pd, spingendo gli elettori d’area e e i M5S pentiti verso Grillo.
    Alle primarie (ahimé!) all’ultimo momento ho deciso di votare Bersani …. ma non potevo prevedere che si potesse appalesare il rischio dell’avvento di un commissario liquidatore del pd.
    Ci si interroghi. Si vuole perseverare con una classe dirigente che ordina: Indietro tutta? Oppure il prossimo congresso dovrà essere l’occasione per cambiare marcia nel segno del vero cambiamento ordinando: Avanti tutta?

    Poi personalmente credo che sarebbe il caso di finirla con i ricami complottistici e le denigrazioni anti-renziane, se poi le scelte strategiche di un partito che vorrebbe interpretare la società moderna sono le alchimie del secolo scorso! Si vuole continuare ancora con il solito contemporaneo dualismo: un partito identitario o un partito contaminato da altre culture, coerentemente con il principio fondativo del Pd? Si vuole continuare a vincere le primarie per poi fare il governo con il berlusconismo? E meglio la contaminazione del berlusconismo o quella della c.d. “rottamazione”? Si vuole un partito che amplia il bacino elettorale oppure un partito “riserva indiana”?!
    Basta! Gli elettori sono disorientati. Basta! I militanti sono stanchi ed arrabbiati di essere trattati come formiche soldato o formiche operaie. Basta! I Circoli non sono vacche da mungere!
    E per raccogliere il consenso questa classe dirigente vada in strada, in piazza e tra la gente anziché starsene comoda nello studio televisivo o sulla poltrona di un cinema!
    Basta! La misura è colma!

    francesco vicari

  13. Maurizio Santarelli, email inviata a Bersani ed al Circolo 18.04.13 ore 09:05

    Concordo con quanto espresso da CARLA BOTO (Coordinatotre del mio circolo) che ripropongo per comodità di lettura (insieme ad una mia precedente mail).

    Caro Bersani, ho 54 anni e da quando ne avevo 15 che ho una tessera in tasca (FGC, PCI, PdS, DS e oggi PD).

    Ti ho sostenuto e Ti sostengo (è facile ed è sbagliato ragionare ora con “il senno del poi”). E’ evidente però che la nostra analisi abbia sottovalutato quello che il Paese vive; tanti sono alla fame sia fisica che emotiva. Disperati e assetati di speranza da essere disposti a bere qualsiasi cosa venga loro proposta. Noi, il PD , veniamo (e in questo ci deve essere una autocritica costruttiva) visti ed accumunati, a torto, a coloro che hanno governato e condotto il Paese a questa situazione. Poco importa se questa analisi sia ingiusta. Noi, il PD, abbiamo il dovere di dare una speranza a questo Paese facendo sognare le Persone. Non un sogno falso e demagogico ma una visione di speranza di una Società Equa, Solidale e Sostenibile.

    Per fare questo però forse c’è veramente bisogno una discontinuità vera e percepibile tra la vecchia politica dei privilegi e la “nuova frontiera” dell’impegno civile a cui dobbiamo chiamare i Cittadini Italiani. Per questo, in sintesi, quello che NON DOBBIAMO FARE è una alleanza con Berlusconi (magari in nome del “salvare il Paese). Non lo capirebbe il paese, non lo capirebbe e non lo accetterebbe il nostro elettorato; non lo capirei né lo accetterei io.

    Con affetto e stima

    Maurizo Santarelli

  14. Fabrizio Canelli, email 18.04.13 ore 8:29
    Il PD ha condiviso col PDL (partito che ha votato le leggi ad personam più ignobili) l’elezione di Marini (vecchio rappresentante della DC e quindi che c’entra col PD?) a Presidente della Repubblica.
    Il mio voto scordatevelo!!
    Ma Rodotà vi faceva proprio schifo? E soprattutto, meglio un accordo col PDL che con i grillini? Vergogna!!
    Diceva il buon Nanni Moretti, voce inascoltata della vera anima del popolo di sinistra, “Va be’. Continuiamo così, facciamoci del male!”

  15. SE NON ORA QUANDO!!! prendo in prestito questo bellissimo slogan. Quando daremo come Democratici un segnale di cambiamento? Perchè la Direzione del PD ha più a cuore l’intesa con il PDL che non la palese volontà di cambiamento espressa da più del 50% dell’elettorato? Temo che la strada dell’intesa co il PDL sul nome di Marini porti il PD verso la dissoluzione.
    Che AMAREZZA!
    Maurizio Santarelli

  16. Claudio Cardarelli, email 18.03.14 09:07

    Ciao Carla ciao Enrico, ho inviato l’altro ieri un sms a Marco Miccoli: se il prossimo presidente sarà amatomarinidalema le tessere mie e di Dany saranno spedite a Bersani! Noi potremo sempre andarci a mangiare una pizza!

    Claudio e Daniela Cardarelli.

  17. Franco Buoncristiani, email 18.04.13 09:42

    Carissima Carla,
    sono perfettamente d’accordo con le tue riflessioni. Un autorevole commentatore ha scritto ieri che per mancanza di coraggio nelle scelte (e, aggiungo io, per colpevole sordità nei confronti dei sentimenti della parte piu’ viva della società) il Partito è stato pressoché polverizzato. Forse ha esagerato, ma non è lontano dalla realtà.
    La scelta di ieri, se confermata, ha un carattere estremo, irreversibile. Tale, e parlo solo per me, da provocare scelte adeguate.
    Siamo ad un bivio, appunto. Dopo il quale ognuno deciderà su quale strada proseguire.
    Con stima e affetto

  18. Salvatore Paulicelli, email 18.04.13 10:07

    Insisto su un concetto gia’ ampiamente espresso: va rapidamente chiusa l’era del “saggio e responsabile” Napolitano.Marini rientra nel brodo solito dei soliti noti.Dobbiamo dire basta ad alta voce.Rodota’ rappresenta il cambiamento e va sostenuto. Di questo passo neanche turandoci il naso potremmo votare PD. Non vogliamo essere diretti ca Berlusconi.
    salvatore paulicelli

  19. Carlo Bernardi, email 18.04.13 09:46
    La scelta di Marini è stata compiuta a maggioranza e perciò è un fatto democratico, anche se non mi trova d’accordo. Quello che è abitudine invalsa da troppo tempo nel partito è che non si sente mai il bisogno di spiegare le motivazioni delle scelte come se tutti dovessero capirle e basta.
    Carlo Bernardi

  20. Antonio Mezzacapa, email 18.04.13 11:02

    Ma Bersani ha forse deciso di suicidarsi insieme a tutto il PD?

    Un altro come d’Alema che si fa infinocchiare dal Cavaliere pensando di essere molto furbo?

    Ma votiamo Rodotà e finiamola con questi balletti, altrimenti sarà la disgregazione.

    Vogliamo perdere anche le elezioni a Roma e in Friuli?

    Finora stimavo Bersani, ritenendolo onesto ed intelligente: adesso è rimasto solo onesto (forse).

    Fate arrivare la voce della base ai vertici che non ascoltano o non voglio ascoltare: altro che tornare fra la gente, così sono sempre più rinchiusi nei loro giochi di palazzo; è inutile fare le primarie se poi non si ascolta la gente.

    Saluti, forse definitivi: mi è rimasto solo SEL!!

  21. mi dispiace moltissimo. Mi dispiace soprattutto dover dire che il mio partito, il partito democratico, non mi rappresenta più. Non voterò mai grillo, ma come faccio a continuare a votare dei rappresentanti che tra Rodotà e Marini, scelgono – anche in quanto miei rappresentanti! – Marini? La gente di sinistra dia un segnale forte ai suoi vertici che sembrano ormai esser sordi a qualsiasi cosa che non sia la conservazione dell’apparato!
    Vi prego, facciamo qualcosa! Se ritorna B, io emigro in un paese normale!
    Laura

  22. IL POPOLO HA FAME. DATEGLI BRIOCHES.
    Con la prima sconfitta di Marini (solo di Marini?) che non raggiunge il quorum riformulo (dopo qualche esternazione un po’ irruenta) il mio pensiero politico. Per quel che conta.
    La scelta di Marini ha avuto la capacità di spaccare il PD in modo drammatico, molto di più delle diatribe con Renzi. Alcuni/molti (?) dirigenti di lungo corso (e putroppo di nuovo corso) uscendo ieri sera dall’assemblea dei gruppi parlamentari hanno commentato: “ma questi cosa vogliono?”, altri hanno detto”ma che c’entra la base! non è stata consultata”.
    Tutte e due le versioni hanno un non so di che di monarchico, quasi di “il popolo ha fame, dategli brioche” e denotano la assoluta mancanza di realtà e contato con la carne che suda, sputa, si incazza e spala merda.
    Grazie ai deputati di PD-SEL e M5S che hanno tenuto botta.
    Ora sarebbe auspicabile una serena, ma feroce ed impietosa riflessione, sul perchè ci siamo infilati in questo cul de sac.
    La politica che vogliamo impone delle scelte conseguenti.
    Chi ha dignità e sente il peso politico di questa sconfitta è bene ne tragga le conclusioni.

  23. Deputato Sergio Boccadutri, email 18.04.13 14:38

    Buongiorno,

    stamattina, durante la prima votazione, come già deciso con il mio gruppo parlamentare, ho dato con convinzione il mio voto a Stefano Rodotà.

    Sergio Boccadutri
    Deputato di Sinistra Ecologia Libertà

  24. La Presidente Laura Boldrini, email 18.04.13 15:15

    Si comunica che la Presidente ha disposto la trasmissione della Sua e.mail
    agli Uffici dell’Amministrazione, per gli eventuali seguiti di competenza.

    La Segreteria della Presidente della Camera dei deputati

  25. veramente una scelta inspiegabile
    ma bersani si rende conto dei danni che sta provocando nella base?
    io personalmente sono molto a disagio e questo ennessimo boccone è amaro da mandare giù, molto amaro quasi ingoiabile
    scusi lo sfogo e auguri di buon lavoro

  26. Luca Forcini, bacheca Facebook del circolo 18.04.13 18:15

    Dobbiamo fare in modo che la nostra delusione non resti inascoltata, che arrivi a chi deve arrivare, che scuota la direzione e l’intero partito, abbiamo sempre rivendicato la trasparenza e la democraticità dei nostri sistemi, fieri abbiamo sbandierato le nostre primarie e poi? in una sera tutto questo è crollato, un partito chiuso nel suo teatro mentre fuori NOi non altri NOI urlavamo! Questo non deve avvenire mai più! il nostro segretario deve rappresentare le nostre voci non le loro! non siamo semplici pubblicitari che fermano la gente con il loro simbolo, noi SIAMO quel simbolo e che a Bersani piccia o no il partito è fuori Montecitorio a gridare “Rodotà” (le cui capacità sono riconosciute un po’ da tutti) mentre loro dentro a testa alta votano Marini e usciti dal seggio abbracciano Alfano.

  27. Famiano Crucianelli, email 18.04.13 19:08
    Piena condivisione della lettera e dell’iniziativa .
    Famiano Crucianelli

  28. Franca Widmar, email 18.04.13 19:08
    Brava Carla, sono completamente d’accordo con quello che hai scritto, e che molti del “popolo” PD pensano.
    Forse sì, siamo al bivio, ma è ora di dire basta con trucchi e inutili raggiramenti, vogliamo Rodotà.

  29. Io non voglio accordi con B. e mi fa rabbrividire quella mano sulla spalla di oggi… o Rodotà o Prodi

  30. Marina Barbato, email 18.04.13 21:33

    Anch’io sono per Stefano Rodotà.
    Forse solo chi ci rappresenta ha idee diverse.
    Marina Barbato

  31. 18.04.13

    Cari democratici, in questo momento così travagliato per il nostro partito è arrivato il momento di dimostrare un po’ di unità, basta limitarci a commentare su FB, basta con i dibattiti virtuali… il bello del circolo è vivere l’esperienza politica UNITI sia nei momenti di vittoria che nei momenti bui. Vi proponiamo di vederci domani VENERDI 19 APRILE alle ore 18 presso il nostro circolo di via barsanti 25 per vedere insieme l’esito della votazione e commentarlo a caldo.

    Francesca Venanzi, Luca Forcini, Emiliano Castellino, Giacomo di Stefano e Luisa Palazzoli

  32. vi rendo nota la risposta che ho avuto dal deputato PD Paolo Gandolfi (email del 19.04.13 12:23)

    Rodotà è a mio giudizio un ottima proposta, ma come parlamentari Pd abbiamo deciso all’unanimità di votare Prodi. Ho un rapporto molto forte con la base, tale da permettermi di oppormi alla scelta di Marini ben prima che questa opzione fosse contestata. Sono convinto che iscritti ed elettori del Pd apprezzano la scelta di Romano Prodi.
    Saluti, Paolo Gandolfi

  33. Pingback: Suona la sveglia ma voi non la sentite mai | PD MARCONI ROMA15

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