Suona la sveglia ma voi non la sentite mai

Martedi 23 aprile alle ore 18:30 il circolo PD Marconi organizza: SUONA LA SVEGLIA MA VOI NON LA SENTITE MAI

130423-svegliaAssemblea di elettori e militanti a cui sono stati invitati i deputati PD Marco Causi (che ringraziamo per aver prontamente accettato), Federica Mogherini, Marco Miccoli.

Molti tra elettori e militanti guardano con sconcerto a questo passaggio cruciale nella vita del PD. Già nella serata del 17 aprile molti dei nostri militanti avevano manifestato perplessità su come si stava gestendo questa elezione del Presidente della Repubblica, cartina di tornasole dello stato in cui versa il Partito. E’ ora di scelte chiare, coerenti e di trasformare un contenitore tenuto insieme da quello che appare l’unico stimolo, la chimera del governo, in un soggetto capace di elaborazione politica e coerente applicazione in tutte le sedi.

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8 pensieri su “Suona la sveglia ma voi non la sentite mai

  1. Ho visto cose che voi umani non riuscite neanche a immaginare: ho visto un partito a un passo dallo scacco matto farsi mangiare il re, ho visto dei rappresentanti che non rappresentano, dei Grandi elettori fare la figura dei piccoli attori in una farsa tragicomica, ho visto un grande partito cadere e frantumarsi come un cristallo di boemia, ho visto speranze disattese e attese rimaste vane, ho visto un giaguaro mai così macchiato, ho visto lacrime che solcavano volti atterriti, ho visto l’esatto contrario di ciò che si doveva fare.
    Ora vorrei vedere solo una cosa: dignità, orgoglio ed assunzione di responsabilità da parte di tutti!
    Il partito va rifondato totalmente, serve una “rifondazione democratica”, una Cosa 3, oppure 4, ma anche 5, serve un partito nuovo ed un nuovo partito, un PD in sintonia con la sua base e con gli italiani, un PD 2.0, un PD “smacchiato” dalle colpe di chi pensa prima a farsi la guerra al proprio interno e poi, se mai, a fronteggiare gli avversari.
    Non si tratta di essere più di sinistra, più di centro, più renziani, più grasciani… si tratta di ESSERCI!
    Esserci con le nostre idee, con le nostre battaglie, con il nostro impego dalla parte di chi lavora e di chi il lavoro non ce l’ha, dalla parte degli ultimi e di chi ultimo lo diventerà, dalla parte di chi produce onestamente e di chi forse domani non produrrà, dalla parte di chi soffre, perchè domani non soffra più.
    RIPRENDIAMOCI IL PARTITO, liberiamolo da chi lo usa come fonte di potere per il potere, andiamo oltre gli steccati delle correnti, delle sottocorrenti, dei venticelli e delle brezze, facciamolo tutti insieme, tutti quelli che ancora credono in questo partito, che ancora soffrono, che ancora si incazzano, ma facciamolo ORA, ADESSO, non c’è più tempo.
    Ci sono tantissime energie positive in questo partito, fatto di persone che danno una parte della loro vita per degli ideali (ebbene sì, ancora ci sono gli ideali!): LIBERIAMOLE!
    Altrimenti tutto si scioglierà, come lacrime nella pioggia (scusate la citazione bladerunneriana…)

  2. Immagine suggestiva e giustificata, mi sembra però troppo serena. Forse è il momento di incazzarsi sul serio e pretendere dai deputati e altri grandi elettori di dichiarare platealmente il loro comportamento. Penso però che il vile coraggio ostentato nel segreto dell’urna non sarà manifestato di fronte agli elettori. Sarebbe interessante sentire le ragioni dei dissidenti dalla linea del partito.

  3. Famiano Crucianelli, email 22.04.2012 04:53

    Mi spiace non esserci,perché sono nei Balcani per le Nazioni Unite. Resta la mia piena condivisione per la posizione che hai illustrato con la tua lettera. Il Pd ha perso una grande occasione per entrare in sintonia con il sentimento popolare, quella del Pd è una malattia che viene da lontano e che rischia di essere distruttiva per tutti. Colgo l’occasione per segnalarti quanto la situazione ambientale e sociale nei dintorni di ponte Marconi stia diventando ambientalmente e socialmente difficile sia per i nomadi accampati e sia per i cittadini romani, in assenza delle istituzioni sarebbe bene che la Politica affrontasse questi problemi che lasciati a stessi,aprono le porte al peggio.

    A presto,

    Famiano Crucianelli

  4. email Antonino Cannizzo, 22.04.13 12:47

    Basta, pensavo che fosse un partito di sinistra.
    Addio

    • Se tutti quelli che contestano e non sono d’accordo se ne vanno, il partito non cambierà mai. Riflettiamoci bene. Questo è il momento per poter davvero incidere anche dal basso, partecipando alla fase congressuale. Al termine, ognuno farà le sue valutazioni, ma ora bisogna esserci. Tutti.

  5. Cari tutti voi del circolo Marconi, io non mi aspettavo un risultato così se qualcuno sà spiegarmi perche no Rododà,
    per solvare Berlusconi? o per quale altro inciucio, io non mi sento più del PD. E Napolitano non centra, lui è degnissima persona, ma le scelte di campo sono state fatte dai dirigenti del PD, tutte le nostre manifestazioni non sono servite a niente, come se la base del PD, non esistesse. Rododà non era un Grilllino si ellegeva il presidente della repubblica e basta, voi direte eppoi il governo con chi si fà, perche adesso conchi si fà……
    Giuseppina Garofoli (Pina Casadei)

  6. Maurizio Santarelli, email 22.04.13 17:08

    Che disastro!

    Mi sento come quando ti bocciavano ad un esame universitario (mi sono laureato in Fisica alla Sapienza);
    percorrevo stanco e sconsolato la strada che dalla città universitaria mi portava, faticosamente, a casa a
    Bravetta. Con la voglia di dormire. Poi il giorno dopo ti svegliavi con la tragica consapevolezza che tutto
    era vero e che dovevi ricominciare a studiare, a spiegare agli altri e a te stesso i motivi dell’insuccesso e
    ricostruire quel blocco di determinazione e fatica necessario per superare la prova.

    Perdonatemi la digressione personale ma è così che mi sento; con una differenza. All’ora avevo 20 anni.
    Oggi ne ho 54 e la “collezione” delle bocciature che il mio Partito, al quale ho dato tutta la mia intelligenza
    (modesta) e la passione (immensa) di militante, mi pesa come un macigno e genera, anticipo un’amara
    conclusione, sfiducia verso la Direzione del PD (per inciso ho sostenuto Bersani ).

    Purtroppo va detto che la condotta VERGOGNOSA (e non è possibile usare atri termini) dei gruppi
    parlamentari nelle votazioni per il Presidente della Repubblica (in special modo nella bocciatura di Prodi)
    si comprende solo nell’ambito di una guerra tra bande, squallida e condotta in funzione del privilegio che
    il potere, quello che ho sempre osteggiato, assegna a coloro che antepongono il bene personale al bene
    collettivo. A questo IO NON CI STO! Sono cresciuto, e così educo i miei Figli, al principio che “Noi è di più
    che non Io” . Questo aforisma lo trovai in un libro letto all’età di 15 anni; credo fosse “lettere di condannati
    a morte della Resistenza europea” ed. Einaudi .

    Cito questo, ovvero il credo di un ragazzo che dette la vita per la Democrazia non per retorica ma per
    amore di sintesi del mio pensiero contrapposto a quello di quel centinaio di senatori e deputati eletti nelle
    liste del PD (ovvero eletti da me e da tanti come me) che prima hanno applaudito la scelta di Romano Prodi
    come Presidente e poi , da VIGLIACCHI, hanno scelto un proprio tornaconto in spregio di tutte le regole
    dei democrazia e di confronto politico. Il loro gesto è in antitesi ai Valori che hanno ispirato il mio impegno
    come militante (nella FGCI, nel PCI, nel PdS, nei DS e nel PD (li ho citati tutti così si capisce di che pasta sono
    fatto e da dove provengo) e che ispirano oggi più che mai il mio percorso di vita.

    Io, insieme ai tanti militanti di questo PD, ho un’etica e un alto valore della politica mentre voi , mi riferisco
    sempre a coloro che prima hanno applaudito e poi hanno votato contro Romano Prodi, voi NO. Voi ve ne
    dovete andare, oppure me ne devo andare io, perché i miei valori sono inconciliabili con i vostri.

    Partendo da questo sfogo è utile porre le domande che risuonano nella mia testa e nella testa di tanti
    militanti. Le ripropongo, sempre per sintesi, in forma puntuale:

    1. Quale è stato il senso di passare 50 giorni a ripetere l’ossessivo mantra “no all’accordo con il
    PdL” quando poi si è chiesto a Berlusconi di scegliere un nome (Marini) a lui gradito?
    Io non riesco a capirlo; era disponibile Stefano Rodotà che aveva il gradimento del popolo del
    centro sinistra e poteva rappresentare la “sintesi” della cultura della svolta politica che avrebbe
    archiviato politicamente Berlusconi e poteva (era una reale possibilità) essere l’avvio di una
    profonda riforma della politica italiana in senso democratico e anti casta. Vorrei un risposta se
    possibile chiara ed esaustiva
    2. Chi e perché, nascosto dal voto segreto, ha bocciato Romano Prodi che era il più autorevole
    candidato del PD?
    Qui siamo nello psico dramma, che si tinge di giallo, del “SUICIDIO PERFETTO”. Ma andiamo con
    ordine. Chi è stato? Poiché ha votato in maniera tracciabile 101 grandi elettori del PD hanno votato
    diversamente. Eccetto Fioroni che ha “fotografato “ la sua scheda(!?), il 25 % ha voluto affossare il

    PD. Vorrei sapere chi sono. Possibilmente nomi e cognomi. Che mi guardino negli occhi. Io ci metto
    tutti i giorni la mia faccia con amici, colleghi di lavoro e cittadini ai quali chiedo di votare per il PD, Il
    cambiamento, La speranza.

    Queste due domande dovremo farle e farcele fino a quando non avremo risposta.

    Ora vorrei dare io alcune risposte.

    Il disastro di questi mesi è frutto della metodologia con la quale in questi anni si è voluto fare il PD. Siamo
    nati con una fusione a freddo da due congressi (DS e Margherita) che a maggioranza hanno deciso di unirsi
    perdendo quota parte significativa dei militanti (mi riferisco ai DS dai quali provengo). Subito si è notata
    la tendenza a sommare i due gruppi dirigenti svilendo qualsiasi dibattito sull’identità politica del nuovo
    soggetto. Di fatto il PD è stato (ed è) un contenitore coatto nel quale convivono anime e sensibilità politiche
    molto diverse. Ciò non sarebbe un male se vi fossero dei momenti chiari di discussione e di costruzione
    del programma politico. Ma ciò non è. Chi vi parla non ha memoria, spero possiate correggermi, di sintesi
    politiche in tale direzione.

    La conseguenza è sotto gli occhi di tutti .

    Oggi il PD non esiste. Esiste un sistema di correnti e correntine alcune con nomi bizzarri, altri con nomi
    mutuati dai rispettivi capi cordata, in perenne lotta tra loro. L’immagine mi ricorda il medioevo italico o,
    peggio, i capponi di Renzo descritti dal Manzoni.

    Io non ci sto. Io voglio che il Partito (quello rivendico con orgoglio essere il mio Partito) discuta di come
    costruire la Società futura. Una società che, a mio avviso, deve essere



    EQUA per una distribuzione della ricchezza delle ricchezze più vicina a chi lavora
    SOLIDALE . Per non lasciare indietro nessuno.
    SOSTENIBILE. Perché la crescita produttiva può esistere solo se funzionale alla salvaguardia
    dell’ambiente

    Su questi temi sono pronto ancora ad impegnarmi . Altrimenti, come diceva uno slogan pacifista,

    Not in my name

    Maurizio Santarelli

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