Nuova maggioranza o trappola?

Riceviamo da Francesco Vicari e volentieri pubblichiamo

Nuova maggioranza o trappola?

Ieri, 2 ottobre 2013, si è consumata la giornata degli aggettivi. I giornali, i telegiornali, i commentatori, gli opinionisti, gli editorialisti hanno sfoggiato tutto il vocabolario per trovare l’aggettivo più altisonante, fino ad esaurimento delle scorte. Un coro di aggettivi entusiastici. Per qualcuno il 2 ottobre è stata una giornata storica. Per altri è epocale. Per altri ancora, convulsa, incredibile, imprevedibile, tesa, sofferta, travagliata.

Ai più dei comuni mortali la sequenza di dimissioni e la conseguente quasi-crisi sono state interpretate come il testo teatrale di una sceneggiata architettata dal Signor B. allo stesso tempo accusatore e autore del famigerato “teatrino della politica”; in aula la “conversione ad U” del signor B. consumava non la propria decadenza etica ma la decadenza della propria politica. Un’altra dimostrazione del conflitto di interessi: un accusatore che svolge la professione di autore e attore di un teatro che vive sulla pelle della povera gente, sofferente per una crisi, questa sì, storica e epocale. Il signor B. accusatore dei famigerati “professionisti della politica” che incarna, fin nel Dna, il vero “professionismo della politica”. Il signor B. accusatore che mette in mostra tutte le sue doti di bravissimo ballerino specializzato in piroette o cuoco espertissimo “gira-frittate”. Una prova? Il profondo “attaccamento” alla poltrona del Senato dove il signor B. è una figura “mitologica” per metà essenza (anzi, assenza) e per la restante metà poltrona.

Del 2 ottobre 2013, il dato più evidente è il pericolo scampato per il Governo Letta (e di certo non è poco). Di questi tempi è un valore in sé. Il Governo Letta ha ottenuto la fiducia dal Parlamento. Ma l’ha ottenuta con una maggioranza diversa e non de-berlusconizzata; quindi una “nuova” maggioranza ancora con qualche ambiguità. È troppo presto per dirlo. Ma si ha il vago sospetto, e forse il timore, che nei prossimi giorni si possano continuare a sentire parole acidule e acidificanti del clima politico, come “agibilità politica”, flessibilità, comprensione, anomalia giudiziaria, soluzioni politiche, irretroattività. Tutti segnali di una “nuova” maggioranza che odora di vecchio. Una “nuova” maggioranza non ancora ribattezzata e con il “peccato originale” del fattore B.

È naturale che il travaglio interiore di un partito alleato di governo meriti rispetto. Tuttavia, allo stesso tempo, è necessario che nei prossimi giorni dovrà appalesarsi una vera “nuova” maggioranza. La gente (e la così detta base) si attende una “nuova” maggioranza che cambi registro. Altrimenti è un’operazione di maquillage. Un cambio del direttore di orchestra per suonare lo stesso spartito!

Alla prova dei fatti, nei prossimi giorni, si vedrà se le parole più ricorrenti saranno “riforma della giustizia” intesa come “calcio di punizione” contro i magistrati o come “ammortizzatore politico” della “classe eletta”.

Il tempo, a breve, nell’ambito della legge di stabilità, ci dirà se lo slogan più ricorrente della “nuova” maggioranza sarà ancora Zero IMU per i ricchi oppure Più soldi per i lavoratori e le imprese (che nella maggioranza sono anch’essi lavoratori). Il tempo – che è galantuomo – ci dirà se lo slogan più ricorrente sarà Tagli con il bisturi oppure Tagli con l’accetta. Il tempo ci dirà se si vogliono tagliare le consulenze dei raccomandati o le elemosine dei pensionati. Il tempo ci dirà se la sceneggiata dei giorni scorsi è servita a creare una “nuova” maggioranza de-berlusconizzata oppure è stata una messa in scena per prendere tempo e per favorire la ricomposizione di un’area politica berlusconiana senza fattore B.

In definitiva il tempo ci dirà se la sceneggiata di queste ultime settimane ha messo in scena una “nuova” maggioranza oppure una guerra di logoramento sulla linea di galleggiamento e, quindi, una trappola anti Pd oppure la prosecuzione di una “nuova” trappoletta con il gioco del cerino in chiave antigovernativa.

Francesco Vicari, 3 ottobre 2013

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