Partito del fare … in cammino

Riceviamo da Francesco Vicari e volentieri pubblichiamo

Partito del fare … in cammino

Un governo spinto da due forze uguali e contrarie assume un movimento oscillatorio. È la legge di (in)stabilità. Si rischia l’immobilismo e il logoramento politico e elettorale. Un governo che porta nell’etichetta una scadenza. Da consumarsi preferibilmente entro le elezioni europee!

La fiducia del governo, ricevuta il 2 ottobre u.s., è ancora freschissima. Ora – mi pare – continua a logorarsi la fiducia dei cittadini. I segnali ci sono tutti. Accanto ai patrizi dei talk show – con un lauto stipendio, poltrone di pelle umana, privilegi da difendere e interessi da tutelare vi sono i plebei, esclusi dalla società. Per capire il sentire della gente non c’è bisogno dei sondaggi. È sufficiente andare per strada e orientare le antenne in mezzo alla gente. Un breve passaggio nei mercati rionali per vedere i poveri pensionati che rovistano tra gli scarti della frutta e della verdura, appositamente messi da parte dai fruttivendoli in un’atmosfera di gara di quotidiana solidarietà. Nell’atmosfera di Saturno vive, invece, la politica con il suo quotidiano narcisismo da palcoscenico. Infatti cosa fa la politica?

La politica ha abdicato. Da anni non si sente più di assumersi delle responsabilità e ondeggia in modo casuale e estemporaneo. La politica ha ignorato da tempo il problema delle carceri con un immobilismo inaccettabile per creare un’altra emergenza, abdicando prima alla Corte di Giustizia (che ha condannato l’Italia) e poi alla Presidenza della Repubblica con il suo monito. Un messaggio (quello del Colle temporalmente forse intempestivo) che però si presta benissimo ad essere strumentalizzato da una parte politica interessata a farne un minestrone immangiabile con il problema della giustizia di una persona. È inaccettabile questo quotidiano blaterare sull’amnistia e sull’indulto. Ci sono carceri inutilizzate e chiuse. Su amnistia e indulto dico: Basta!!!

La politica ha dimenticato la riforma della legge elettorale abdicando sia a alcuni “saggi” per creare un’altra emergenza in prossimità di una crisi di governo sia in favore della Corte Costituzionale. Le indicazioni dell’Alta Corte serviranno alla politica per confezionare – in emergenza – un minestrone immangiabile che massacrerà la governabilità. Sul mantra della legge elettorale dico: basta!! Ho votato un partito del fare!

La politica ha scordato volutamente di essere di buon esempio facendo essa stessa i sacrifici che chiede ai suoi cittadini. Mentre si avvia il cammino della legge di stabilità la politica non riesce ad amministrare con l’etica del pater familias, abdicando in favore dell’antipolitica antisistema, razzista e xenofoba. In tempi di crisi la politica toglie ai poveri per dare ai privilegiati. Il Pd non riesce a fare la sentinella contro le ingiustizie? È intollerabile e dico: basta!

La politica ha dimenticato per troppo tempo la giustizia penale che uccide i cittadini (40% di detenuti in attesa di giudizio) e quella civile (irrecuperabilità dei crediti e cause ventennali) che strozza gli imprenditori. Ciò anche grazie ad uno spaventoso conflitto di interessi tra potere legislativo e interesse forense. La politica ha abdicato lasciando ai posteri il disastro del potere giudiziario. Dico: basta!

E ora cosa fa il Pd? Il Pd – sotto il dogma delle larghe intese – ha abdicato, prestando il fianco e facendosi trascinare quotidianamente su argomenti e disquisizioni tipiche delle segrete stanze della politica. È concepibile il silenzio del Pd che ha come alleato un esercito di c.d. “sentinelle anti-tasse”? È concepibile il silenzio del Pd con un alleato che detta l’agenda di discussione? Premesso che l’IMU andrebbe pagata, è accettabile un Pd che “cade” su una cervellotica soglia IMU a € 750 chiamandola soglia delle case di ricchi? È accettabile un Pd che fa proposte spacciando per case di ricchi abitazioni di quartieri ultra-post-popolari? In un quadro economico non proprio idilliaco è accettabile una costante polemica mediatica precongressuale e pregiudiziale tra blocchi interni? Si continua invece in oziose disquisizioni e polemiche fondate non sui valori di una società che è cambiata ma su auto-etichettature preconfezionate.

Francesco Vicari, 14 ottobre 2013

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